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Francia: pensioni, nuove proteste, cortei in tutto paese

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 ottobre 2010 - 18:42
(Keystone-ATS)

PARIGI - guerra di cifre tra organizzatori e ministero dell'Interno francese sull'ennesima giornata di manifestazioni contro la riforma delle pensioni. Le autorità parlano infatti di partecipazione in calo, con 380.000 manifestanti a metà giornata e 899.000 in totale, mentre secondo i rappresentanti sindacali alla protesta hanno preso parte circa 2,9 milioni di persone, cifra "più o meno della stessa entita"' di quella dell'appuntamento precedente, lo scorso 23 settembre.
La giornata è stata caratterizzata da 229 cortei e manifestazioni in tutto il Paese, da Nizza a Lille passando per Tolosa, Lione e Strasburgo. A Parigi decine di migliaia di persone (63.000 secondo la polizia, oltre 300.000 per gli organizzatori), tra cui il segretario nazionale del partito socialista Martine Aubry e la leader Verde Cecile Duflot, hanno sfilato da place de la Republique a place de la Nation, dietro un grande striscione che recitava 'pensioni, impiego, salari, una posta in gioco per la societa". "L'obiettivo è stato ampiamente raggiunto" ha commentato il leader della Cgt, principale sindacato francese, Bernard Thibault, interpellato dai giornalisti alla partenza del corteo parigino. "È la prova - ha proseguito - che la zona di malcontento popolare si amplifica tra i lavoratori".
"Questa giornata - ha aggiunto - contribuisce ad allargare il movimento, con un pubblico di nuovi partecipanti". Alle manifestazioni di oggi hanno infatti per la prima volta aderito anche alcune organizzazioni studentesche, che nei giorni scorsi hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione tra i liceali, invitandoli a mobilitarsi contro l'aumento dell'età pensionabile. Numerosi anche gli appelli a partecipare alle manifestazioni "in famiglia", o a portare con sé "un amico interessato alla questione, ma che da solo non avrebbe partecipato".
Il governo francese, però, resta fermo sulle proprie posizioni, poco propenso a fare concessioni su una riforma ritenuta cruciale per il risanamento dei conti pubblici. "Tutti i francesi hanno capito che il sistema previdenziale era minacciato - ha spiegato in un'intervista a Europe 1 il segretario di Stato alla Funzione pubblica, Georges Tron - e sanno che in tutti i Paesi che ci circondano, in una situazione paragonabile, i governi, spesso di sinistra, hanno fatto riforme simili".

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