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La nuova ondata di proteste degli allevatori francesi contro i prezzi troppo bassi di carne e latte ha invaso la Normandia, bloccando anche Mont Saint-Michel, celebre località turistica.

Secondo i resoconti dei media locali, nelle prime ore del pomeriggio un gruppo di trattori ha raggiunto la via d'accesso al monastero. Gli allevatori hanno prima versato del letame sulla strada, e poi parcheggiato gli automezzi sul tragitto, in modo che per i numerosi visitatori fosse impossibile passare.

Disordini e traffico nel caos anche in numerose altre città della Normandia e dell'ovest della Francia, a cominciare dal capoluogo Caen, dove le quattro principali vie d'accesso alla tangenziale sono state bloccate fin dalle prime ore del mattino.

L'autostrada A13, che collega Parigi a Rouen e Caen, è stata fortemente rallentata, costringendo le autorità ad imporre lo stop ai mezzi pesanti per snellire il traffico.

La cosa ha provocato alcuni brevi tafferugli tra allevatori e camionisti, in particolare alcuni in transito su percorsi lunghi che a causa di questa interruzione hanno superato il numero massimo di ore al volante e per questo saranno costretti a una lunga sosta.

Manifestazioni e picchetti anche a Lisieux, davanti a diversi centri commerciali, Evreux, oltre che in diverse località più piccole, e sull'autostrada A84 in direzione della Bretagna.

I manifestanti reclamano il rispetto da parte della grande distribuzione dell'accordo sul ritocco al rialzo dei prezzi siglato a metà giugno, e chiedono al ministro dell'Agricoltura Stephane Le Foll di recarsi sul posto per toccare con mano le loro difficoltà quotidiane.

I rappresentanti della grande distribuzione, dal canto loro, respingono le accuse e sostengono di aver rispettato gli impegni presi su un progressivo avvicinamento dei prezzi al livello che restituirebbe alla maggior parte degli allevamenti la sostenibilità economica.

Il governo ha tentato di aprire un dialogo, per bocca di Le Foll e del Premier Manuel Valls, ma gli allevatori hanno finora risposto con dei no secchi.

La proposta di un incontro giovedì mattina a Parigi, avanzata dal ministero dell'Agricoltura, è stata seccamente respinta: "Vogliamo un ministro sul campo - ha dichiarato uno dei portavoce della protesta - non altre riunioni parigine che non portano a niente".

Nessuna intenzione, inoltre, di interrompere la mobilitazione, che minaccia di provocare grossi disagi ai numerosi visitatori che affollano la Normandia nei mesi estivi.

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SDA-ATS