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PARIGI - "Non abbiamo bisogno di lezioni" dagli altri Paesi, né dall'Onu o dalla Commissione Europea, e nemmeno dal Vaticano: la Francia, molto contestata negli ultimi giorni per la sua politica di espulsione dei rom, si accinge a modificare la legislazione per fare in modo che gli espatriati non possano più tornare indietro, ha annunciato il ministro dell'Immigrazione, Eric Besson.
Ma Bucarest attacca: "le espulsioni forniscono una cattiva immagine della Francia - ha detto il ministro alla solidarietà sociale Valentin Mocanu - sono contrarie alla tradizione francese di rispetto dei diritti umani". Altrettanto intransigente la stampa romena che ha giudicato le espulsioni come "ipocrite", "inefficaci" e per alcuni destinate soltanto a far salire nei sondaggi il prestigio del presidente Nicolas Sarkozy, del quale viene denunciata "la crociata" contro i Rom.
I rimpatri "volontari" - dietro compenso, 300 euro per adulto e 100 euro per bambino - di queste popolazioni sono cominciati ieri con il primo volo per Bucarest e sono continuati oggi con la partenza di altre 139 persone verso Timisoara, in Romania. In tre settimane una cinquantina di campi abusivi sono stati smantellati dalla polizia e - secondo Besson - entro la fine del mese saranno circa 850 "le persone cosiddette Rom" che dall'inizio del 2010 saranno state ricondotte nel loro paese di origine. "La Francia è il paese d'Europa più rispettoso in materia di diritti degli stranieri e sopratutto di stranieri in situazione irregolare - ha detto il ministro che si trovava in visita a Washington - quindi non abbiamo bisogno di lezioni".
Le espulsioni, secondo il governo francese, non sono altro che l'accelerazione di un processo già in atto da mesi: ci sono stati 25 voli di questi tipo. Inoltre, per impedire i ritorni in Francia dei rom espulsi Besson ha assicurato che il governo "adatterà la legislazione contro l'abuso del diritto al soggiorno breve" prevista dalle direttive europee.
La direttiva Ue conferisce a ciascuno dei suoi cittadini il diritto di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli stati membri su riserva delle limitazioni e delle restrizioni fissate dal trattato. Tali restrizioni sono operanti in 10 dei 27 paesi dell'Ue, fra i quali, Francia e Italia, per i lavoratori romeni e bulgari, membri dell'Ue dal 1/o gennaio del 2007. La data limite per far valere queste restrizioni alla libertà di circolazione è il 31 dicembre del 2013.

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SDA-ATS