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Un groviglio, una ragnatela di tre inchieste hanno portato allo stato di fermo - questa mattina - dell'ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Ieri era toccato al suo avvocato storico, Thierry Herzog, e a due giudici molto in vista, Gilbert Azibert e Patrick Sassoust. I reati ipotizzati: corruzione in atti giudiziari e violazione del segreto istruttorio.

Le due giudici titolari dell'inchiesta, Patricia Simon e Claire Thepaut, note per la loro riservatezza, indagano sul modo in cui sono filtrate informazioni coperte da segreto istruttorio. In particolare, sulle modalità con le quali Sarkozy è venuto a conoscenza di procedimenti giudiziari in arrivo su di lui per lo scandalo Bettencourt (finanziamenti alla sua campagna elettorale 2007 da parte dell'ereditiera L'Oreal).

Ma a questa vicenda si aggiunge l'inchiesta sul presunto finanziamento della stessa campagna elettorale da parte della Libia di Muammar Gheddafi, un'ipotesi avvalorata da intercettazioni effettuate nei mesi scorsi e relative al caso Bettencourt.

L'ex presidente e il suo avvocato di fiducia sembravano essere perfettamente al corrente degli orientamenti della Cassazione proprio sul caso Bettencourt.

Non solo, ma erano talmente consci di essere intercettati da aver entrambi acquistato segretamente telefoni cellulari con schede sotto nomi fittizi (Paul Bismuth per Nicolas Sarkozy).

Le due donne magistrato incaricate, hanno deciso a dicembre di intercettare il telefono del fantomatico Bismuth. Sarkozy, sotto falso nome, era attivissimo nel chiedere ai suoi contatti segreti in magistratura notizie sulla decisione imminente della Cassazione sulla liceità dell'utilizzo, come prova, del contenuto delle sue segretissime agendine.

Sulle quali, pare, ci sono segreti bollenti anche in merito a un terzo caso, quello dell'arbitrato del governo in favore del miliardario Bernard Tapie deciso, in modo controverso, durante la presidenza Sarkozy.

Ad essere sospettati di aver informato Sarkozy ed Herzog degli orientamenti della magistratura nei loro confronti sono i giudici Azibert (Cassazione) e il collega Sassoust.

Il reato di corruzione in atti giudiziari, punito con reclusione fino a 5 anni, si configura nel momento in cui Sarkozy e Herzog hanno parlato dell'auspicio di Azibert di ottenere l'appoggio dell'ex presidente della Repubblica per ottenere un posto nel Principato di Monaco.

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SDA-ATS