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Continua in Francia il braccio di ferro tra il governo e i macchinisti, in sciopero ormai da una settimana contro la riforma del sistema ferroviario e la revisione dei loro contratti collettivi.

Ufficialmente, il tasso di astensione dal lavoro continua a scendere, dall'oltre 20% dei primi giorni al 17% del fine settimana, al 14% previsto domani, ma i disagi per i passeggeri, soprattutto i pendolari che viaggiano dalla banlieue a Parigi, restano notevoli.

Molti convogli locali sono soppressi, e anche sulle tratte a lunga percorrenza e la rete ad alta velocità i ritardi sono numerosi. Tanto che, riferisce un sondaggio pubblicato stamattina dal quotidiano 'Le Parisen', nell'opinione pubblica l'esasperazione supera ormai nettamente la comprensione per i lavoratori preoccupati: il 76% degli intervistati, oltre 3 su 4, si dice "contrario" alla protesta, e solo il 34% dice di comprenderne i motivi.

Intanto, nel giorno in cui la contestata riforma ha iniziato il suo iter parlamentare, si sono registrati i primi disordini nelle città. A Parigi, in mattinata, un centinaio di ferrovieri hanno rumorosamente manifestato davanti all'Assemblea nazionale, scandendo slogan contro il ministro dei Trasporti Frederic Cuvillier e la Sncf, azienda che gestisce i servizi ferroviari.

SDA-ATS