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È stato ritrovato impiccato ad una porta del suo appartamento della regione parigina, ma l'uomo, un cambogiano di una cinquantina di anni, si era tolto la vita otto anni fa. Dal 2005 ad oggi nessuno si era preoccupato della sua scomparsa.

Thomas Ngin, la cui vicenda è raccontata oggi dal quotidiano "Libération", viveva in un appartamento al piano terra di una palazzina di Bussy-Saint-Georges, un comune della Seine-et-Marne, al sud di Parigi. Da tempo aveva tagliato ogni contatto con la sua famiglia e si trovava in gravi difficoltà economiche. Si è tolto la vita dopo essere stato licenziato.

Il fatto che l'uomo non rispondesse al telefono e che la sua cassetta della posta si riempiva di lettere e bollette non ha preoccupato i vicini. Alcuni hanno pensato che Ngin fosse partito e rientrato in Cambogia.

Proprio una storia di bollette non pagate è stata all'origine della macabra scoperta. La banca, che non riceveva più da tempo il rimborso del mutuo, ha chiesto il pignoramento dell'appartamento. Il bene è stato quindi venduto all'asta. È stato il nuovo proprietario a scoprire il cadavere dopo aver fatto aprire la porta con l'intervento di un fabbro ferraio.

L'autopsia ha permesso di datare il decesso al 2005. I funerali di Thomas Ngin sono stati organizzati a Bussy-Saint-Georges dall'Associazione dei cambogiani della città.

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SDA-ATS