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Il tavolo sociale sul quale puntava il governo francese per rilanciare il dialogo economico-sociale è vicino al fallimento. I sindacati che hanno sbattuto la porta sono ormai quattro, restano soltanto i moderati insieme agli industriali e al governo, per il quale molti parlano apertamente di pesante sconfitta.

Ad unirsi ai comunisti della CGT e alla sinistra indipendente di Force Ouvrière sono stati gli autonomi di Solidaires e i rappresentanti di FSU (sindacato insegnanti).

Il primo ministro, Manuel Valls, ha detto di "non minimizzare" il boicottaggio dei sindacati, definendo il loro gesto come "una critica della politica condotta da due anni", ma "non un rifiuto del dialogo sociale".

Il tavolo di negoziato resta "legittimo", poiché i sindacati ancora presenti rappresentano il 51% dei lavoratori, ha sostenuto Carole Couvert, la presidente del sindacato dei funzionari.

Tutti i sindacati che hanno contestato il tavolo sono contrari al patto di responsabilità, l'intesa lanciata dal presidente François Hollande con gli imprenditori del paese, sgravi fiscali in cambio di assunzioni.

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SDA-ATS