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Due giorni dopo la bruciante sconfitta della sinistra alle amministrative, il primo ministro francese, Manuel Valls, ammette che c'è all'orizzonte un rimpasto di governo. "Se ci sarà un accordo con gli ecologisti", precisa.

A un anno dalla sua nomina a premier, Valls è stato ospite della tv BFM, dove ha risposto a domande centrate soprattutto sulla disfatta elettorale: "ognuno - ha detto Valls - ha la sua parte di responsabilità, e debbo per forza assumermi la mia, anche se mi sono impegnato a fondo in questa campagna. È una responsabilità collettiva, la sinistra era talmente divisa al primo turno che non poteva lanciare una forte dinamica al secondo. Sono convinto che se fossimo stati uniti fin dal primo turno, avremmo potuto vincere più dipartimenti".

Quanto alle ripercussioni sul governo, Valls ha di nuovo escluso di dimettersi, come ha chiesto a più riprese la presidente del Front National, Marine Le Pen: "non è quello che si aspettano e che mi chiedono i francesi. Mi chiedono di restare al mio posto. Non aggiungeremo crisi alla crisi. Fin quando avrò la fiducia del presidente, fin quando avrò l'impressione che il legame con i francesi è in piedi, andrò avanti".

Nulla di previsto neppure sul fronte di un rimpasto, anche se l'eventualità non viene più esclusa: "all'Assemblea nazionale abbiamo una maggioranza. È importante che la sinistra si unisca, la divisione porta alla sconfitta. Io voglio unire". Un ritorno dei Verdi? "Non si rientra al governo così", ha detto subito il primo ministro, ricordando però di aver "sempre auspicato" che "gli ecologisti partecipino al governo". Possibile "se ci sarà un patto con i socialisti - ha precisato - se il loro partito riterrà possibile governare sulla nostra linea economica, sulle riforme in materia di transizione energetica che stiamo conducendo e sulla lotta alle diseguaglianze".

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SDA-ATS