Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Francia ha denunciato oggi la Convenzione con la Svizzera sulle successioni, che risale al 1953: dal prossimo 31 dicembre non sarà più valida. Il Consiglio federale - fa sapere il Dipartimento federale delle finanze (DFF) - "prende atto con rammarico" di questa decisione che era attesa dopo la bocciatura alle Camere del nuovo accordo sulla tassazione delle eredità tra Svizzera e Francia.

Berna comunque precisa di voler proseguire il dialogo con Parigi su altri dossier, in particolare la fiscalità dei frontalieri.

La convenzione denunciata prevedeva una tassazione sulla base del domicilio dell'erede e non di quella del defunto. Dal 1. gennaio 215 Francia e Svizzera applicheranno separatamente la loro legislazione interna in materia di successione, secondo il DFF.

Si tratta di una soluzione che non soddisfa il Consiglio federale, il quale ritiene che una convenzione, seppure imperfetta, sia preferibile al vuoto giuridico, poiché protegge meglio i contribuenti. Dal prossimo gennaio circa 180 mila svizzeri domiciliati in Francia saranno interamente soggetti alla legislazione di quel paese e rischieranno la doppia imposizione.

L'accordo del 1953 è stato fortemente criticato dalla destra, soprattutto in Romandia. Il parlamento elvetico avrebbe voluto che la Svizzera rinegoziasse il testo, ma la Francia si è rifiutata.

Per la fine del mese è prevista la visita a Berna del ministro delle finanze francese, Michel Sapin, che incontrerà la collega elvetica Eveline Widmer-Schlumpf.

SDA-ATS