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Francia vuole obbligo canzoni francesi su Spotify & Co

La Francia potrebbe obbligare piattaforme come Spotify a promuovere maggiormente la musica francofona (nella foto: il cantante Johnny Hallyday, deceduto a 74 anni). KEYSTONE/AP/JACQUES BRINON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2019 - 19:03
(Keystone-ATS)

Dopo l'appello delle radio, la Francia di Emmanuel Macron potrebbe obbligare applicazioni on-line come Deezer o Spotify a promuovere maggiormente la diffusione di artisti nazionali o comunque francofoni.

Negli ultimi mesi, diversi gruppi radiofonici francesi si erano espressi in questo senso, chiedendo al governo di ripristinare la parità di trattamento tra loro e le piattaforme streaming.

Queste ultime sfuggono infatti alle leggi che impongono alle radio di trasmettere almeno una parte di brani francofoni nelle ore di massimo ascolto, in vigore dagli anni Novanta. Le radio vorrebbero, in particolare, che queste norme diventino più flessibili. Intervistato da radio Europe 1, il ministro della Cultura, Franck Riester, ha detto che "le quote sulla musica francofona sono assolutamente pertinenti, hanno dato dei risultati, lo dimostra il fatto che c'è un'affermazione molto importante di nuovi artisti francesi".

Per lui, abbandonare il sistema di quote come vorrebbero alcuni è assolutamente escluso. Al contrario, il ministro si apre ad una parità di trattamento tra radio e canali streaming. "Non è logico che ci sia un'assenza di eguaglianza, di equità tra le radio e le piattaforme streaming", ha riconosciuto, aggiungendo che l'esecutivo sta "lavorando a dei dispositivi che costringano anche le piattaforme streaming ad esporre meglio i contenuti francofoni".

Tra le piste evocate dagli addetti ai lavori, un aumento della quota dei brani francofoni nelle playlist proposte da Spotify & Co. Instaurate nel 1994 le quote francofone impongono alle radio di trasmettere almeno il 40% di brani in lingua francese, di cui la metà realizzati da nuovi talenti o nuove produzioni.

Da anni, il vari governi succedutisi al potere a Parigi sono fortemente impegnati nella promozione della produzione nazionale.

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