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Franco è sempre bene rifugio, ma vincitore Covid è corona svedese

C'è chi sale e chi scende: il dollaro è chiaramente sceso. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2020 - 17:00
(Keystone-ATS)

Anche in tempi di pandemia il franco svizzero rimane una valuta ricercata quale bene rifugio: ma ad avere avuto la performance migliore negli ultimi mesi è stata la corona svedese.

La moneta coniata a Stoccolma si è rafforzata del 3,8% nei confronti del franco dallo scorso 20 febbraio, ossia da quando la crisi del coronavirus si è abbattuta in pieno sui mercati internazionali, rivela un'analisi eseguita dal portale economico elvetico Cash.

Questo probabilmente ha poco a che fare con la politica svedese di contenimento del Covid-19, che ha rinunciato ai lockdown e i cui effetti sono da mesi al centro di un acceso dibattito. A rendere attraente la Svezia - spiegano gli specialisti di Cash - è il fatto che il paese ha un debito relativamente basso. Inoltre, la corona svedese - in modo simile al franco - gode da anni dello status di "porto sicuro" in periodi di burrasca.

In rapporto alla Svizzera la nazione scandinava ha inoltre un altro vantaggio. La Riksbank - la banca centrale più anziana al mondo: è stata fondata nel 1668 - nel dicembre 2019 ha alzato il tasso di interesse, che era del -0,25%, portandolo allo 0%, mettendo così fine - dopo cinque anni - all'epoca degli interessi negativi e tornando alla normalità. Un rientro che invece non è riuscito nella Confederazione: il tasso direttore della Banca nazionale svizzera (BNS) è tuttora del -0,75%, il più basso del mondo.

Oltre alla corona svedese, nei confronti della valuta elvetica si sono irrobustiti anche la corona danese (+1,5%) e l'euro (+1,1%). Questo farebbe della moneta dell'Eurozona il vero vincitore (la corona danese è legata al corso dell'euro). Va comunque considerato che la BNS è intervenuta massicciamente per evitare che il corso del franco schizzasse verso l'alto: nel solo primo semestre a questo scopo ha impiegato 90 miliardi di franchi, una cifra mai raggiunta in precedenza.

L'euro si è rafforzato anche a causa della debolezza del dollaro. Da febbraio la valuta statunitense ha perso terreno rispetto a tutte le altre valute di primo piano: il "biglietto verde" ha lasciato sul terreno quasi il 10% in relazione all'euro, un buon 8% nei confronti del franco e quasi il 6,5% in rapporto allo yen. Persino la sterlina britannica, scossa dalle vicissitudini della Brexit, rimane un po' più forte.

Nessuna moneta si è però svalutata quanto la lira turca: rispetto a franco svizzero, euro o corona svedese ha perso dal 45 al 50% del suo valore durante il periodo di crisi. In relazione al dollaro la flessione del tasso di cambio è stata di un terzo. Come noto la crisi della lira è dovuta comunque solo in parte al Covid-19. Uno dei motivi principali del crollo è da ricercare, secondo gli esperti, nella politica economica e monetaria operata dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Anche di recente le tensioni con la Francia hanno scosso il mercato.

Fra le altre valute che hanno perso significativamente terreno in rapporto al franco possono essere citate il real brasiliano (-28%) , il peso messicano (-18%) e il rand sudafricano (-14%). Tutti paesi, fra l'altro, molto apprezzati dai vacanzieri svizzeri, sempre che vi siano i presupposti per viaggiare.

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