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La crisi del franco forte necessita una risposta adeguata al XXI secolo, secondo i Verdi. Piuttosto che optare per il dumping generalizzato, la speculazione e lo spreco di risorse, la Svizzera ha bisogno di una modernizzazione ecologica e di innovazioni tecniche.

A quattro mesi dalle elezioni federali il partito ecologista ha ricordato oggi in una conferenza stampa a Berna le sue misure per lottare contro la crisi del franco forte e i problemi ambientali.

"Spendiamo oltre 10 miliardi di franchi all'anno all'estero per comprare energia fossile. Si tratta di soldi che sarebbero investiti meglio in energie rinnovabili in Svizzera", ha affermato Adèle Thorens, co-presidente dei Verdi. È quindi urgente cambiare un modello economico dannoso per l'ambiente e che minaccia posti di lavoro.

Tramite programmi d'innovazione tecnologica e di ricerca, la Svizzera deve avere l'obiettivo di diventare leader mondiale dell'efficienza energetica e delle risorse. Secondo lo stesso concetto, l'industria detta "4.0" o "smart factories", capace di adattare la produzione a questi obiettivi, racchiude un grande potenziale, secondo i Verdi.

Inoltre, l'aumento dell'autonomia nella gestione delle risorse porta anche posti di lavoro. Secondo la società Ernst Basler&Partner, gli impieghi nel settore delle tecnologie "pulite" crescono del 6,7% ogni anno, contro il 3,5% dell'economia più in generale. Al giorno d'oggi gli impieghi sono 530'000, sottolineano gli ecologisti.

Questa svolta energetica e la revisione della Legge federale sulla protezione dell'ambiente, che occuperà i parlamentari a partire dalla sessione autunnale, costituiscono una possibilità da cogliere al volo per il rinnovamento dell'economia elvetica.

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SDA-ATS