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La giustizia americana ha avviato un procedimento contro un consulente di Credit Suisse per complicità in frode fiscale, reati commessi ai tempi in cui il bancario era ancora alle dipendenze di UBS. L'azione avviene una settimana dopo l'incriminazione di quattro suoi colleghi, secondo documenti della giustizia USA pubblicati ieri.

L'imputato è un greco di 45 anni, residente in Svizzera, che opera per conto di Credit Suisse dal 2009. È stato arrestato il 26 gennaio al suo arrivo negli USA a seguito della denuncia di un suo ex collega di UBS, fermato in novembre, che si è dichiarato reo confesso per gli stessi crimini.

Ieri il greco ha assistito ammanettato all'udienza preliminare tenutasi a Ford Lauderdale, in Florida, vestito della tuta carceraria. La giustizia USA gli rimprovera di aver aiutato circa 150 contribuenti americani a nascondere al fisco, tra il 1999 e il 2005, averi per complessivi 400-500 milioni di dollari.

Gli avvocati difensori hanno chiesto la sospensione del procedimento e l'immediata scarcerazione del loro assistito, ma l'istanza non è stata accolta dal giudice. Una nuova audizione è prevista per la giornata odierna.

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SDA-ATS