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Scende il numero di frontalieri in Ticino.

Nel terzo trimestre del 2015 sul territorio cantonale erano attivi 62'225 lavoratori provenienti da oltre confine, con una flessione dello 0,3% sia rispetto ai tre mesi precedenti (-174 persone) che nel confronto con lo stesso periodo dell'anno scorso (-212).

I dati sono stati resi disponibili oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), che ha proceduto però a una revisione che ha avuto un influsso anche sulle cifre passate. Il record viene così ora raggiunto nel quarto trimestre del 2014, con 62'666 frontalieri. Da allora il numero è andato diminuendo, anche se di poco, ora per la terza volta consecutiva (62'550 nel primo trimestre, 62'399 nel secondo). Stando alla nuova statistica la quota di 60'000 è stata superata nel periodo aprile-giugno 2014.

A livello nazionale e tornando al terzo trimestre 2015 i frontalieri erano 297'458 con incrementi rispettivamente dello 0,8% (trimestre) e del 3,9% (annuo). Dalla Francia sono arrivati 159'429 lavoratori (con progressioni del +0,7% e del +5,2%), dall'Italia 69'222 (+0,7% e +5,2%), dalla Germania 58'988 (+1,4% e +4,4%), dall'Austria 7792 (+1,1% e +3,2%) e da altri paesi 2028 (+5,0% e +26,4%).

A trainare la crescita è chiaramente il settore terziario (+5,5% a 185'959 sull'arco di un anno), mentre meno dinamismo mostra il secondario (+1,2% a 109'344). Interessante è anche il fatto che il fenomeno interessa sempre di più anche territori lontani dal confine come la Svizzera centrale (+19,1% a 1623).

Notevole risulta il confronto con il 2002, anno in cui (il primo giugno) è entrata in vigore la libera circolazione con l'Ue. Allora nel terzo trimestre i frontalieri "svizzeri" erano 162'455, quelli "ticinesi" 33'119: da quel momento l'espansione è stata dell'83% a livello nazionale e dell'88% a sud delle Alpi.

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SDA-ATS