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VERBANIA - Non si è fatta attendere la "risposta" italiana alla campagna pubblicitaria contro i frontalieri che lavorano in Svizzera promossa nel Canton Ticino con manifesti, affissioni e un sito web in cui i lavoratori italiani e gli stranieri che delinquono vengono definiti "ratti" e, in quanto tali, "sgraditi" ai cittadini elvetici.
A rispondere per le rime, con un agile ma documentato mix di analisi storica e statistiche socioeconomiche condito da una vena di ironia, è il sito "www.balaivacc.it", che contrappone ai "topi" italiani, le "vacche" elvetiche. Lo ha realizzato un cittadino italiano che si definisce "Frontaliero-no, razzista-no, leghista-no, concreto-sì".
Sul fronte istituzionale e politico, intanto, si moltiplicano le prese di posizione contro la campagna xenofoba: mentre l'ambasciatore elvetico a Roma Bernardino Regazzoni ha espresso "ferma condanna per la campagna diffamatoria e offensiva nei confronti dei frontalieri italiani e dei cittadini stranieri residenti in Svizzera", il presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Massimo Nobili, ha sollecitato una convocazione del Consiglio della Regio Insubrica del quale fanno parte anche i rappresentanti del Canton Ticino, che si riunirà il prossimo 18 ottobre.
E mentre il Consiglio regionale del Piemonte, con primo firmatario il suo presidente, il verbanese Valerio Cattaneo, invita la Giunta sollecitare il governo perché "si faccia interprete presso il governo elvetico del vivo disappunto per un'iniziativa che rischia di ledere i rapporti di amicizia italo-svizzeri", il Partito democratico locale stigmatizza in una nota la "faccia tosta" della Lega Nord, che si trova a dover "difendere gli immigrati".
Intanto, gli ideatori della campagna "Balairatt.ch" - la ditta Ferrise di Locarno - hanno comunicato di aver indetto per domani alle 11:00 a Lugano una conferenza stampa volta a chiarire le intenzioni e gli obiettivi della tanto controversa campagna.

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SDA-ATS