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Una delegazione del Partito liberale radicale ticinese (PLRT), guidata dal presidente Rocco Cattaneo, ha consegnato nel primo pomeriggio di oggi alla Cancelleria federale di Berna una petizione con cui si chiede al Consiglio federale di denunciare l'accordo sui frontalieri con l'Italia del 1974.

Accompagnato dal capogruppo al Gran consiglio ticinese Christian Vitta, e attorniato dai consiglieri nazionali Giovanni Merlini, Ignazio Cassis e dal "senatore" Fabio Abate, Cattaneo ha affidato due pacchi contenenti i formulari con "diecimila firme", come indicato dallo stesso presidente, ai solerti impiegati federali.

Come anticipato stamane durante l'incontro con i media della Deputazione ticinese alle Camere federali, Giovanni Merlini ha sostenuto che la petizione "è un mezzo di pressione in mano al governo che potrebbe farne uso nella primavera prossima (termine dato dalla Deputazione al Consiglio federale per giungere ad un accordo, n.d.r), qualora l'intesa con Roma non dovesse essere definita o rivelarsi soddisfacente".

Nonostante i rallegranti sviluppi nel dossier fiscale, come comunicato dalla stessa deputazione ticinese a inizio sessione, la consegna della petizione con le firme è anche un gesto di "rispetto nei confronti di chi ha firmato e ora si attende dei risultati", ha detto all'ats il consigliere agli Stati Fabio Abate.

Non consegnare le firme avrebbe inviato un segnale sbagliato, ha sostenuto il "senatore", ossia che non vi è più interesse per la questione. "Invece le aspettative nei riguardi della Confederazione rimangono intatte", ha sottolineato Abate.

SDA-ATS