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La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha risposto oggi al ministro francese dell'economia Pierre Moscovici, che si lamentava del trattamento riservato ad alcuni frontalieri. In particolare criticava la pratica del canton Vaud che esige che un frontaliere abiti al massimo a 120 chilometri dal posto di lavoro.

"La lettera è stata inviata oggi" ha detto all'ats Roland Meier, portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF) senza aggiungere altri dettagli. "Si tratta di una missiva confidenziale fra due ministri", ha precisato.

Il ministro francese chiede che Vaud tolga il limite della distanza per i frontalieri e accusa in particolare il Cantone di violare le regole in vigore riguardo all'imposizione fiscale per i frontalieri.

Pascal Broulis, consigliere di Stato vodese responsabile delle finanze, aveva già risposto precisando che la pratica riguardo ai frontalieri esiste da oltre 20 anni. Una persona che effettua un tragitto superiore all'ora e mezza per andare al lavoro non ha lo status di frontaliere e il suo reddito è quindi tassato alla fonte.

Inoltre, ha aggiunto, la Francia deve pagare ancora mezzo miliardo di arretrati d'imposta per gli anni 2012-2013. Secondo Broulis, solo per il canton Vaud la cifra ammonta a 80 milioni per il 2012 e 90 milioni per il 2013, e i due terzi dell'importo andranno ai comuni.

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SDA-ATS