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Residui radioattivi in 54 mila diversi siti all'interno della Prefettura di Fukushima, inclusi parcheggi e parchi pubblici, rifiuti atomici per 15-28 milioni di metri cubi e un consumo di 300 tonnellate d'acqua al giorno per raffreddare il nocciolo e il combustibile fuso in tre reattori a cui ne vanno aggiunte altre 3/400 tonnellate di sotterranee che passano quotidianamente dal sito e si contaminano e oltre 300 mila tonnellate di acqua contaminata che avrebbe dovuto essere trattata dalla Tepco entro marzo, ma la cui scadenza è stata spostata a maggio.

È il bilancio ambientale stilato da Greenpeace a 4 anni dal disastro di Fukushima che si verificò l'11 marzo 2011. L'incidente venne classificato dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica al grado 7, il massimo grado della scala, prima raggiunto solo dal disastro di Cernobyl.

"Oltre 150 mila persone - ricorda Greenpeace - furono costrette ad abbandonare le loro case per sfuggire alla contaminazione radioattiva. Di queste, 120 mila non hanno ancora fatto ritorno a casa e il processo di decontaminazione sembra non aver fine, perché le montagne coperte di foreste e i fiumi rilasciano continuamente radioattività che raggiunge zone in precedenza decontaminate".

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SDA-ATS