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L'ex collaboratore della banca privata Julius Bär, accusato di aver rubato dati bancari di clienti tedeschi, sconterà probabilmente tre anni di carcere: ha infatti optato per un a procedura semplificata e patteggiato la sanzione con il Ministero pubblico della Confederazione.

Il Tribunale penale federale di Bellinzona deciderà la prossima settimana se accettare l'accordo, previsto dal nuovo Codice di procedura penale.

Impiegato della banca, l'informatico tedesco nel febbraio 2012 aveva consegnato a un intermediario 2700 documenti relativi a clienti germanici e destinati al fisco. Per questa operazione era stato pattuito un compenso di 1,1 milioni di euro, ma soltanto una parte della somma è finita in mano all'ex impiegato.

L'intera vicenda era stata rivelata solo nell'estate 2012 e l'uomo era stato arrestato. Ha ammesso ogni addebito nell'ambito di una procedura semplificata. Con il Ministero pubblico della Confederazione ha negoziato una pena di tre anni di carcere, la metà dei quali con la condizionale. A ciò si aggiunge, secondo l'atto d'accusa, la confisca di 60 mila franchi dai suoi conti in banca, 140 mila euro, veicoli, monete di valore e orologi. Il risarcimento per la Confederazione ammonta a 740 mila euro.

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SDA-ATS