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Semaforo verde dalla Commissione europea al progetto di acquisizione di Sky da parte della Twenty-First Century Fox.

Anche se l'ostacolo maggiore, per l'operazione del colosso televisivo di Rupert Murdoch, resta ancora lo scetticismo del governo britannico, che ha chiesto a metà marzo un parere all'authority nazionale per la concorrenza e a quella per le telecomunicazioni, atteso entro il 16 maggio.

La maggior parte delle fusioni notificate alla Commissione, spiegano infatti dall'esecutivo europeo, non pongono problemi di concorrenza e sono autorizzate dopo un esame di routine. Diverso potrebbe essere il discorso in Gran Bretagna, dove ha la sua base la catena televisiva entrata nelle mire della Fox. Il governo di Theresa May ha espresso i suoi dubbi sull'affare da oltre 13 miliardi di euro e ha chiesto di verificare la compatibilità con l'interesse pubblico del Paese e con le regole sulla concorrenza in vigore nel Regno Unito.

Sul fronte dell'Ue, invece, nessun problema: Fox e Sky, sottolinea la Commissione, esercitano principalmente la loro attività a livelli diversi di mercato in Germania, Austria, Irlanda, Italia e Regno Unito, facendosi una concorrenza "limitata".

Murdoch possiede già il 39% di Sky e punta con l'operazione a consolidare il suo impero televisivo. Anche se per lui, in Gran Bretagna, il clima non è più quello dei tempi di Tony Blair o David Cameron e pesa ancora il ricordo degli scandali che hanno colpito i suoi tabloid. Sky è il principale operatore di pay-tv in Italia, Germania, Austria, Irlanda e Gran Bretagna. Twenty-First Century Fox è uno dei sei più grandi studios cinematografici di Hollywood (20th Century Fox), nonché operatore televisivo (Fox, National Geographic).

SDA-ATS

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