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Fusione nucleare: Cina accende reattore sperimentale

HL-2M Tokamak potrà consentire la partecipazione della Cina al progetto internazionale del reattore sperimentale Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor, neell'immagine) in costruzione nel Sud della Francia. KEYSTONE/AP/DANIEL COLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2020 - 17:38
(Keystone-ATS)

Il reattore sperimentale cinese a fusione nucleare HL-2M Tokamak, il "sole artificiale", è entrato oggi in funzione. Lo ha reso noto la China National Nuclear Corporation (Cnnc).

Progettato per replicare le reazioni naturali che si verificano nel sole usando idrogeno e deuterio come combustibili, il reattore di Chengdu, nella provincia del Sichuan, è destinato a fornire energia pulita attraverso la fusione nucleare controllata.

L'impianto, completamente sviluppato in Cina, è il più grande del Paese per dimensioni e il più potente in termini di parametri e presenta una struttura e una modalità di controllo più avanzate rispetto al suo predecessore, il reattore HL-2A Tokamak.

È in grado di generare plasma a temperature superiori a 150 milioni di gradi e dovrebbe migliorare notevolmente la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie chiave per la ricerca sulla fisica del plasma in Cina.

"Il tempo di confinamento dell'energia nei dispositivi tokamak internazionali è inferiore a un secondo", ha spiegato Yang Qingwei, ingegnere capo del reattore HL-2M presso il Southwestern Institute of Physics della Cnnc. "La durata dell'emissione di plasma nel HL-2M è pari a circa 10 secondi, con un tempo di confinamento dell'energia di poche centinaia di millisecondi".

Il "sole artificiale", secondo Yang, potrà consentire la partecipazione della Cina al progetto internazionale del reattore sperimentale Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) in costruzione nel Sud della Francia, e ai settori di ricerca all'avanguardia, come quelli che studiano l'instabilità del flusso e i fenomeni magnetici del plasma ad altissime temperature.

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