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TORONTO - Dimezzare i deficit entro il 2013, portare i debiti sotto controllo entro il 2016 e tassa sulle banche solo come "opzione", senza alcun vincolo per gli Stati. Questo il compromesso che - stando alla bozza di conclusioni circolata - il G20 riunito a Toronto si appresterebbe a raggiungere.
Il tentativo - dopo le divergenze confermate a livello del G8 - e' quello di non far fallire il vertice di Toronto. Anche perche' le posizioni restano distanti, non solo sulla necessita' di introdurre a livello globale un prelievo sulle banche, ma anche sulle strategie di crescita da seguire. Due punti su cui ci si attende un negoziato serrato al tavolo del G20, che potrebbe portare a delle novita' rispetto alla bozza di conclusioni messa a punto dagli sherpa.
Bozza nella quale si esprime anche l'apprezzamento per la decisione della Cina di rendere piu' flessibile il cambio dello yuan e di rafforzare la domanda. Due impegni che Pechino ha confermato senza tentennamenti, in una nota diffusa prima dell'inizio del summit.
Sulla delicata questione del prelievo sulle banche - per far pagare loro i costi di future crisi - nella bozza di conclusioni si sottolinea come tale imposizione deve essere ''un'opzione'' che i Paesi del G20 possono perseguire o meno. Ma nessun vincolo a livello globale, anche perche' - si ammette nel documento - alcuni Paesi non sembrano affatto intenzionati a percorrere questa via. Si tratta soprattutto dei Paesi emergenti - dal Brasile all'Argentina, dall'India ai padroni di casa del Canada - ma anche del Giappone e della Russia.

SDA-ATS