Navigation

G20: Francia-Germania, Italia da sorvegliare; Fmi pronto

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 novembre 2011 - 07:09
(Keystone-ATS)

Nuovo, forte pressing dell'asse franco-tedesco sull'Italia affinché accetti la sorveglianza dell'Europa e, eventualmente, del Fondo Monetario Internazionale sull'effettiva attuazione delle misure promesse da Roma a Bruxelles. Ma il governo italiano non intende farsi 'commissariare' ritenendo che i provvedimenti in via di approvazione sono sufficienti a superare la crisi.

Questa la ragione dello stallo nella trattativa in corso al G20 sul rafforzamento del monitoraggio degli ispettori di Washington sui paesi, specie dell'area euro, a rischio. A Cannes intanto si discute, ma ancora a livello tecnico, sull'istituzione di una rete di sicurezza del Fmi - riservata ai paesi a rischio attacco speculativo - da 1000 miliardi di dollari, aggiuntiva a quella del fondo europeo Efsf.

Il premier italiano Silvio Berlusconi, giunto con il ministro Giulio Tremonti al vertice per rassicurare i partner sullo stato di salute dell'Italia, ha affrontato il tema nel corso del vertice fra i Paesi dell'eurozona, le istituzioni Ue, la Bce e il Fondo Monetario. Con una coda di riunione nella serata dove ha partecipato anche il presidente Usa Barack Obama. In queste, e specialmente nel meeting fuori programma serale, si è ribadita con toni anche "franchi e diretti" (per dirla come ha fatto una fonte francese) la necessità per Roma di attuare in maniera effettiva le misure annunciate che verranno così tenute sotto stretta sorveglianza.

Ma la linea dell'esecutivo italiano appare orientata a rifiutare qualsiasi ulteriore strumento di sorveglianza. Alla base, secondo fonti europee, vi sarebbero le condizioni dell'estensione del monitoraggio da parte del Fmi sui Paesi a rischio della zona euro. Il problema, riferiscono le stesse fonti, è soprattutto politico: gli ispettori, con gli accresciuti poteri di monitoraggio, potrebbero rilevare la necessità di un intervento del Fondo tramite l'apertura di una linea di credito in favore di Roma. 'Aiuto' che l'Italia non vuole perché, spiegano le fonti europee, sarebbe come accettare un 'commissariamento' da parte di Washington.

Il debito pubblico da 1'900 miliardi di euro e 120% del Pil pesa come un macigno e resta "il problema", ma l'Italia, avrebbe fatto presente il premier parlando ai partner del G20, ha sempre onorato sia il debito che gli impegni europei e internazionali. Ma Francia e Germania sembrano determinate. "Siamo impegnati attivamente a trovare il modo di combattere la speculazione, specialmente contro l'Italia", ha detto non a caso il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?