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Saranno soprattutto gli incontri bilaterali del presidente americano, Barack Obama, a dominare la seconda e ultima giornata di lavori del summit di G20 di San Pietroburgo: il primo in mattinata col leader cinese, Xi Jin Ping, il secondo nel primo pomeriggio col presidente francese, Francois Hollande.

Entrambe gli appuntamenti avranno al centro la questione siriana, col leader di Pechino principale oppositore (insieme a Mosca) dell'intervento militare Usa e l'inquilino dell'Eliseo unico leader europeo ad appoggiare esplicitamente la decisione del presidente Obama. Atteso anche un bilaterale tra il ministro degli esteri russo Lavrov e l'inviato dell'Onu in Siria Brahimi.

La giornata si aprirà ufficialmente con il pranzo dei 20 capi di Stato e di governo, che nel corso della cena di ieri sera hanno fatto le ore piccole proprio per discutere di Siria ma - come prevedibile - senza trovare un'intesa. Seguirà la seconda sessione di lavori nel corso della quale verrà messa a punto la versione definitiva del comunicato finale.

Infine, le conferenze stampa. Anche una coda per il presidente Obama prima di ripartire per Washington: il controverso incontro con i rappresentanti di alcune associazioni russe per i diritti civili, tra cui quelle che si battono per i diritti dei gay. Un appuntamento che - nonostante alcune importanti defezioni dell'ultim'ora - di certo non contribuisce a sciogliere le tensioni delle ultime ore col Cremlino.

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SDA-ATS