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Gasdotto Transitgas verso Italia sarà spostato, diritto d'emergenza

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2010 - 11:52
(Keystone-ATS)

BERNA - Dalla scorsa estate l'approvvigionamento in gas dell'Italia è in parte minacciato in seguito alla messa fuori servizio di un gasdotto che attraversa la regione del Grimsel (BE/VS). L'infrastruttura è esposta al pericolo di frane. Per risolvere il problema l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha rilasciato l'autorizzazione di spostare il tracciato fondandosi sul diritto d'emergenza.
Per scongiurare problemi durante l'inverno, il gestore dell'infrastruttura, Transitgas SA, sotto l'egida delle competenti autorità svizzere ed italiane, ha proceduto a lavori che, meteo permettendo, dovrebbero assicurare la rimessa in servizio del gasdotto attuale entro la fine del mese, indica un comunicato odierno dell'UFE.
In seguito a violenti temporali e frane, per ragioni di sicurezza il 23 luglio Transitgas aveva messo fuori servizio il gasdotto. Il 12 agosto ulteriori frane l'avevano parzialmente dissotterrato, distruggendo in larga misura le opere di protezione contro gli smottamenti.
A fine ottobre Transitgas aveva discusso il da farsi con i rappresentanti dell'UFE e del Ministero italiano dello Sviluppo Economico: si era deciso di procedere subito al risanamento del gasdotto e al consolidamento delle opere di protezione contro le frane. L'attuale condotta potrà essere rimessa in servizio ma solo fino alla prossima stagione a rischio smottamenti, cioè fino alla primavera 2011, precisa l'UFE.
Per una soluzione definitiva del problema il ricorso al diritto d'emergenza, che permette di procedere rapidamente ai lavori di spostamento del tracciato, è indispensabile per assicurare la fornitura di gas all'Italia nell'inverno 2011-2012.
Il gasdotto, che dall'Europa settentrionale trasporta circa il 20% del gas importato in Italia, svolge un ruolo di primo piano nell'approvvigionamento della Penisola, in particolare in caso di inverno lungo e rigido o qualora dovesse mancare una seconda fonte di gas. L'infrastruttura, tramite una derivazione che lo collega alle reti del gas vallesane, contribuisce anche alla sicurezza di approvvigionamento della Svizzera occidentale.

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