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Gli svizzeri spendono sempre meno in ristoranti e alberghi. Nel 2013 per pasti e bibite sono stati spesi in totale 23 miliardi di franchi, 630 milioni (2,6%) in meno rispetto al 2012. Per Gastrosuisse la cause di questa tendenza è la cattiva situazione economica. Le due iniziative contro l'immigrazione e quella per salari minimi potrebbero peggiorare le cose.

La ristorazione tradizionale è la più sotto pressione: molti piccoli ristoranti rurali fanno fatica a trovare qualcuno che li rilevi e rischiano di scomparire, ha detto oggi Klaus Künzi, presidente di GastroSuisse, alla conferenza stampa annuale dell'organizzazione a Berna. L'iniziativa contro l'immigrazione di massa potrebbe provocare "danni devastanti" ha aggiunto ricordando che il 44% del personale impiegato è costituito da stranieri. L'organizzazione chiede quindi contingenti flessibili che rispettino la situazione attuale e poca burocrazia.

Altre due iniziative preoccupano il settore alberghiero e della ristorazione: Ecopop, che chiede di limitare l'immigrazione allo 0,2% l'anno, e l'iniziativa per salari minimi.

Il salario minimo avrebbe conseguenze particolarmente nefaste per il settore alberghiero e della ristorazione, che impiega 210'000 persone. Un salario minimo fissato dallo Stato indebolisce la competitività della Svizzera ed è un "diktat", ha detto Ernst Bachmann, vicepresidente di GastroSuisse. "Paghiamo i salari che la nostra redditività ci permette di pagare", ha aggiunto.

GastroSuisse chiede quindi di dire no all'iniziativa dell'USS in votazione il 18 maggio. L'organizzazione degli albergatori e ristoratori sostiene il partenariato sociale, che nel settore funziona, anche se - aggiungono i responsabili - l'atteggiamento dei sindacati provoca una crisi di fiducia.

SDA-ATS