Un massiccio schieramento di polizia in assetto antisommossa presidia dalle prime ore di stamane il centro di Belgrado dove oggi è in programma il Gay Pride.

Questo appuntamento negli anni scorsi è stato all'origine di forti tensioni e anche scontri di piazza per l'opposizione di gruppi ultranazionalisti e omofobi.

L'intera zona del corteo è chiusa al traffico, e i punti più sensibili sono presidiati anche da mezzi blindati. Ieri le autorità avevano dato il via libera alla manifestazione, mettendo in guardia tuttavia da gesti di violenza e intolleranza. Il corteo si muoverà alle 12:00 davanti alla sede del governo, mentre un'ora prima è previsto un corteo separato di movimenti trans, i quali sostengono di avere problemi specifici di natura sopratutto amministrativi. Il loro raduno è in programma nel parco di fronte al parlamento.

In segno di solidarietà e a sostegno dei diritti della popolazione omosessuale è prevista la presenza ai cortei odierni di alcuni membri del governo serbo, del ministro della cultura svedese e di alcuni ambasciatori, fra i quali l'italiano Giuseppe Manzo.

Il Gay Pride del 2010 era sfociato in violenti scontri di piazza a Belgrado fra polizia ed estremisti di destra con centinaia di feriti e arresti. Per i tre anni successivi la manifestazione era stata vietata per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Il Pride si era nuovamente tenuto lo scorso anno, senza incidenti di rilievo. Il rispetto dei diritti umani e delle minoranze è uno dei punti tenuti sotto osservazione a Bruxelles, dove tra un mese verranno rese note le nuove "pagelle" sui progressi della Serbia e degli altri paesi dei Balcani occidentali sulla strada dell'integrazione europea.

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