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Gay Pride: Croazia, migliaia sfilano a Zagabria

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 giugno 2011 - 20:06
(Keystone-ATS)

Migliaia di persone, quattromila per gli organizzatori, duemila secondo la polizia, hanno dato vita nel pomeriggio al Gay Pride di Zagabria, in una città presidiata massicciamente da agenti in assetto antisommossa e uomini dei servizi segreti.

A una settimana dalle violenze registratesi al primo Gay Pride organizzato a Spalato (città adriatica nel sud della Croazia), dove diecimila contromanifestanti omofobi avevano bersagliato il corteo di gay con sassi, bottiglie e altri oggetti (con un bilancio di una decina di feriti e oltre cento arresti), erano forti i timori anche per il raduno di Zagabria, il decimo organizzato nella capitale croata. Da quanto riferito dagli organizzatori pare tuttavia che non vi siano stati gravi incidenti, e che il corteo si sia svolto come da programma.

La polizia ha dato notizia di 17 persone arrestate con l'accusa di aver urlato frasi offensive e ingiuriose nei confronti dei partecipanti, e di aver mostrato cartelli e striscioni con slogan oltraggiosi contro gli omosessuali.

Nel loro percorso attraverso le strade del centro cittadino, gli omosessuali - che agitavano drappi, bandiere arcobaleno e palloncini colorati - sono stati in gran parte salutati dalla gente, seppur senza troppo entusiasmo. Rari i casi di reazioni negative o del tutto sdegnate, come quelle di chi ha parlato di "vergogna" per il paese.

Al termine del corteo, i partecipanti al Gay Pride hanno affollato la piazza centrale di Zagabria, dove da un palco è stato letto un messaggio di solidarietà del presidente croato, Ivo Josipovic, nel quale il capo dello stato ha esaltato il "coraggio e la lotta per il diritto alla diversità".

La manifestazione - svoltasi all'insegna del motto 'Il futuro appartiene anche a noi' - si è conclusa con un concerto nel centro di Zagabria, dove oggi per l'evento erano stati mobilitati tra 1000 e 1500 agenti di polizia.

Nei paesi della ex Jugoslavia, dove in generale domina ancora una visione della società tradizionale e conservatrice, gli omosessuali non sono ben visti. A Belgrado lo scorso ottobre un Gay Pride con la partecipazione di poche centinaia di persone fu turbato da gravi incidenti e violenze da parte di cinquemila estremisti ultranazionalisti che misero a ferro e fuoco il centro città.

A Podgorica, in Montenegro, un Gay Pride previsto il 31 maggio è stato annullato dagli organizzatori che hanno lamentato scarso appoggio dalle autorità locali. Una settimana fa, proprio alla vigilia degli incidenti di Spalato, la commissione europea aveva praticamente dato il via libera all'ingresso della Croazia nella Ue (dal primo luglio 2013), e il Gay Pride di oggi a Zagabria era anche un nuovo test di tolleranza e democrazia per un paese che aspira a integrarsi nella famiglia europea.

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