Si è conclusa anzitempo ed in maniera drammatica la missione di undici ministri inviati ieri a Gaza dal premier palestinese Rami Hamdallah per riorganizzare il lavoro dei loro ministeri nella Striscia.

In serata, al termine di una giornata di contrasti con Hamas, sono rientrati a Ramallah. In precedenza si erano visti costretti a restare per ore in albergo per volere di agenti di Hamas, che secondo la stampa avrebbero anche impedito loro l'uso di internet.

In base ai programmi originali i ministri del governo di riconciliazione nazionale palestinese (tutti tecnocrati) avrebbero dovuto restare nella Striscia per una settimana. Ma il loro soggiorno è durato meno di 48 ore.

In una telefonata dall'Indonesia, dove si trova in visita, il premier Hamdallah si è detto fiducioso che i dissensi con Hamas possano essere risolti e ha esortato i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania a non perdere la fiducia.

All'origine dei contrasti vi è la richiesta di Hamas di integrare nei servizi pubblici palestinesi (finanziati dall'autorità nazionale palestinese) decine di migliaia di funzionari assunti nella Striscia dopo il 2007, quando Hamas ha preso il potere a Gaza. Dal giugno 2014, ossia dalla costituzione del governo Hamdallah, essi non hanno più percepito i loro stipendi e adesso esigono soluzioni concrete e rapide.

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