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Gb: ambasciata cinese, nazionalità 39 vittime non confermata

Il macabro ritrovamento è avvenuto mercoledì mattina KEYSTONE/EPA/VICKIE FLORES sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2019 - 09:35
(Keystone-ATS)

La polizia britannica "sta verificando l'identità delle vittime, la cui nazionalità non può ancora essere confermata". Lo riporta una nota postata nella notte sul sito web dell'ambasciata cinese a Londra.

Il comunicato è giunto in seguito ai primi contatti avuti dal team inviato nell'Essex per incontrare la polizia locale sulla tragedia di martedì che ha visto il ritrovamento di 39 cadaveri all'interno del container frigo di un tir appena giunto nel Regno Unito.

Le vittime, 31 uomini e 8 donne, sono state indicate di nazionalità cinese.

La polizia continua intanto a indagare sulla vicenda, per ricostruire il tragitto delle sventurate vittime di questo ennesimo viaggio della disperazione. Tragitto su cui restano vari punti da precisare.

Gli investigatori della Essex Police, che sono tornati a interrogare ieri in carcere l'autista nordirlandese del tir, Mo Robinson, 25 anni, accusato di complicità in omicidio plurimo, hanno stabilito che il rimorchio del camion era stato sganciato da una motrice in Belgio, nel porto di Zeerbrugge; per poi essere unito a un'altra motrice arrivata dall'Irlanda del Nord, quella guidata da Robinson, al suo sbarco nello scalo inglese di Purfleet, alla foce del Tamigi.

Hanno inoltre accantonato la ricostruzione - diffusa inizialmente da loro stessi - secondo cui il viaggio sarebbe iniziato in Bulgaria, che è invece solo il Paese in cui risulta registrato il rimorchio.

Non è tuttavia ancora chiaro se le 39 vittime, 38 adulti e un ragazzo, siano stati caricati (verosimilmente da una banda di trafficanti di esseri umani) in territorio belga o altrove.

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