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Gb: bufera su Keir Starmer, favorito per leadership Labour

Keir Starmer ha respinto con forza le contestazioni come "totali, totali assurdità". Keystone/AP PA/AARON CHOWN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 febbraio 2020 - 15:32
(Keystone-ATS)

Polemica nel pieno della corsa per la leadership del Labour britannico. Al centro della bufera Keir Starmer, l'ex procuratore favorito per la successione a Jeremy Corbyn dopo la disfatta elettorale del dicembre scorso.

La polemica è scoppiata in seguito alle accuse rivolte formalmente dagli organi di partito contro due componenti del suo staff, sospettati d'aver infiltrato il database dei circa 500'000 iscritti laburisti che entro il 4 aprile dovranno decidere col loro voto l'esito della contesa.

Un portavoce di Starmer, unico uomo in lizza con quattro candidate donne, ha respinto con forza le contestazioni come "totali, totali assurdità". E ha rivendicato al suo team d'esser stato semmai il primo a sollevare dubbi sull'uso dei dati digitali degli iscritti da parte di collaboratori della principale rivale, Rebecca Long-Bailey.

Ma gli organismi interni hanno trovato elementi sufficienti per aprire un'inchiesta su una vicenda che, se confermata, potrebbe far allungare un'ombra da piccolo Watergate in salsa laburista.

Il sospetto è che il team di Starmer abbia cercato di mettere le mani su dati riservati per "profilare" meglio la base e render più efficace la propria campagna e la propria propaganda.

Sia Starmer che Long-Bailey sono stati ministri ombra di primo piano al fianco di Corbyn per tutta la durata del mandato del "compagno Jeremy". Il primo, anti-Brexit convinto in questi anni, si propone tuttavia su posizioni più moderate pur non rinnegando la svolta corbyniana a sinistra, mentre la seconda è vista come una figura di maggiore continuità, pur rappresentando un rinnovamento generazionale e di genere (sarebbe la prima leader donna nella storia del Labour).

Nel collegio-roccaforte londinese di Corbyn, a Islington, il comitato locale ha peraltro dato il suo sostegno di strettissima misura a Starmer.

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