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Il quartier generale della GCHQ a Cheltenham, nel Gloucestershire

Keystone/EPA GCHQ/GCHQGOVERNMENT COMMUNICATIONS HEADQUARTERS / HANDOUT

(sda-ats)

Cambio della guardia anticipato ai vertici della Gchq, l'agenzia d'intelligence britannica che si occupa in particolare di spionaggio informatico.

Jeremy Fleming, finora vicedirettore dell'MI5, i servizi segreti interni di Sua Maestà, prende il posto dell'ex diplomatico Robert Hannigan, riporta il Sunday Times.

L'agenzia era finita a suo tempo nello scandalo Datagate e negli ultimi giorni di nuovo nel ciclone dei sospetti (smentiti con veemenza da Londra) d'ipotetiche intercettazioni condotte ai danni di Donald Trump in campagna elettorale per conto dell'allora presidente Usa, Barack Obama.

Hannigan aveva annunciato le dimissioni fin da gennaio, prima che emergessero in pubblico le polemiche sul presunto dossier Trump, ma le generiche motivazioni familiari addotte per l'improvviso passo indietro rischiano di innescare nuovi mormorii. Anche perché le tensioni con Washington paiono sopite, più che spente.

Se Downing Street ha annunciato nei giorni scorsi che la Casa Bianca non avrebbe più insistito sui sospetti sul presunto ricorso sottobanco di Obama agli 007 britannici per spiare Trump (sospetti diffusi da FoxNews sulla base di rivelazioni attribuite e tre fonti d'intelligence americane, ma respinti con insolite dichiarazioni pubbliche dal Gchq, oltre che dal governo di Londra), l'amministrazione Usa si è poi ben guardata da ogni ritrattazione formale.

Il portavoce Sean Spicer si è detto, anzi, "non rammaricato" d'aver citato Fox al riguardo; mentre Donald Trump in persona, incontrando Angela Merkel, non si e' risparmiato una battuta sullo spionaggio patito in era Obama - ha detto - sia da lui, sia dalla cancelliera tedesca.

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SDA-ATS