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La posizione di Theresa May all'interno del partito è a rischio (foto d'archivio)

KEYSTONE/EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

(sda-ats)

Dopo le voci prende forma la rivolta interna al partito conservatore contro la premier Theresa May per obbligarla alle dimissioni perché sempre più indebolita politicamente dopo il disastroso discorso alla conferenza Tory di Manchester.

E a guidarla è l'ex presidente del partito, Grant Shapps, con un gruppo di 30 deputati "ribelli" che chiedono si arrivi ad una sfida per la leadership. "Non si può più andare avanti così", ha detto Shapps a vari media britannici, spiegando che ha il sostegno anche di cinque ex membri del consiglio dei ministri.

Per avviare il meccanismo delle elezioni interne al partito il regolamento prevede che venga firmata una lettera da un totale di 48 deputati. Intanto sul Daily Telegraph è intervenuta in funzione di "pompiere" la ministra dell'Interno Amber Rudd, secondo cui la premier deve restare al suo posto per superare il momento cruciale dei negoziati con l'Ue e dare stabilità al Paese. E anche un altro ministro, il titolare all'Ambiente, Michael Gove, difende il primo ministro affermando che ha il mandato per governare.

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SDA-ATS