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Nigel Farage ha abbandonato il progetto di mettere un tetto di 50 mila ingressi l'anno all'immigrazione nel Regno Unito. Il leader degli euroscettici ha affermato che preferisce affidarsi al "buon senso" lanciando oggi il piano del partito Ukip sull'immigrazione in vista delle elezioni politiche di maggio.

Il suo ripensamento non è passato inosservato sui media britannici, che hanno sottolineato come solo una settimana fa un portavoce dell'Ukip avesse ribadito quel numero. "Non voglio definire tetti o target - ha detto Farage - ma dobbiamo avere più flessibilità". Ha auspicato comunque un ritorno ai livelli "normali" di immigrazione, quelli precedenti al 2000, concedendo permessi di lavoro a 20-50mila persone l'anno.

Secondo i dati più recenti, nell'ultimo anno sono quasi 300mila gli immigrati arrivati nel Paese. Numero che ha causato imbarazzo al premier conservatore David Cameron, che aveva promesso una riduzione al di sotto delle 100mila unità.

Gli altri punti del piano di Farage prevedono l'abolizione delle distinzioni fra cittadini Ue e non Ue, un sistema a punti per assegnare i visti simile a quello australiano e la creazione di una commissione che si occupi di ridurre l'immigrazione.

"Non possiamo gestire la nostra politica d'immigrazione continuando ad essere membri dell'Unione europea, mantenendo aperta una porta a mezzo miliardo di persone", ha sottolineato Farage.

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SDA-ATS