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La direttrice del Servizio ginevrino di esecuzione delle pene (SAPEM) ricorre contro la sanzione disciplinare inflittale dal Consiglio di Stato. La donna aveva autorizzato l'uscita del detenuto che uccise la socioterapeuta Adeline nel 2013 in un bosco di Ginevra.

Retrogradata una settimana fa a semplice impiegata per un periodo di prova di due anni, la funzionaria vuole essere prosciolta da qualsiasi accusa, indica oggi il suo legale Robert Assaël, in seguito agli articoli pubblicati dalla Tribune de Genève e da Le Temps.

Il più recente rapporto, steso nel quadro dell'inchiesta amministrativa condotta contro la direttrice, "la scagiona totalmente", precisa l'avvocato. Il Consiglio di Stato considera invece che la donna avrebbe dovuto nutrire seri dubbi sulla pericolosità del detenuto.

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SDA-ATS