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Diversi istituti bancari con sede a Ginevra hanno ricevuto a fine febbraio lettere che minacciano di "esecuzioni capitali" i loro responsabili. La giustizia ginevrina ha aperto un'inchiesta, conferma il suo portavoce Henri Della Casa in seguito alle rivelazioni odierne di "Le Matin".

Una delle lettere pubblicate dal quotidiano afferma che le banche "si permettono tutto, a scapito della deontologia: transazioni, riciclaggio di denaro illegale, storno di capitali, piraterie". "Complici delle vostre azioni fraudolente, gli esponenti politici chiudono gli occhi", prosegue il testo.

"Per tutti questi crimini, il popolo ha deciso di punirvi. Ogni responsabile sarà sanzionato, come esempio, con un'esecuzione capitale", precisa l'autore della missiva, che ha l'intenzione di comunicare alla stampa i luoghi in cui avverranno le esecuzioni.

Non è la prima volta che il mondo bancario è preso di mira nella città di Calvino. Nel 2010, nelle abitazioni di diversi banchieri privati erano stati recapitati pacchi contenenti un liquido corrosivo. Tre persone, di cui una bimba, erano rimaste ustionate. Durate due anni, le investigazioni non hanno permesso di identificare il mittente. L'inchiesta al riguardo è stata archiviata nel 2012.

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SDA-ATS