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Il procuratore Yves Bertossa ha chiesto oggi il carcere a vita, davanti al Tribunale criminale di Ginevra, contro Erwin Sperisen, ex capo della polizia nazionale del Guatemala. L'accusa è di aver ordinato l'assassinio di 10 detenuti nel paese centroamericano.

Bertossa ha denunciato una vera e propria "pulizia sociale" su ordine di Sperisen. Questi dieci assassinii sono crimini di stato, ha rilevato il procuratore ginevrino durante la sua requisitoria di tre ore. I prigionieri sono stati abbattuti come bestie al mattatoio, ha aggiunto. "In questo modo lo Stato viola gravemente leggi e democrazia", secondo il procuratore.

Bertossa ha esortato i giudici a basarsi sulla loro più profonda convinzione e sul loro buon senso per riconoscere colpevole Sperisen. Il dossier contiene tutti gli elementi - video, foto, testimonianze - che mostrano che l'accusato si trovava sui luoghi dei delitti ogni volta. Era il solo che vista la sua funzione poteva decidere sulla sorte dei detenuti che erano stati scelti secondo un piano prestabilito, secondo Bertossa.

In un caso di questo tipo "è scandaloso che a rimetterci siano soltanto gli esecutori materiali", ha dichiarato il procuratore ginevrino. "I capi decidono, gli esecutori eseguono", ha insistito Bertossa che giudica semplicemente giusto condannare Sperisen.

Cittadino svizzero e guatemalteco, Sperisen è stato arrestato a Ginevra nell'agosto 2012, in seguito alle accuse mosse contro di lui da diverse commissioni d'indagine sui fatti svoltisi nel carcere di Pavon nel 2006 e nel 2005 nella prigione "El Infiernito", dove tre detenuti evasi furono rinvenuti crivellati di colpi.

Il 43enne, che dal suo arresto è stato interrogato a 11 riprese, contesta le accuse e chiede l'assoluzione.

SDA-ATS