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Il promotore immobiliare ginevrino di 61 anni accusato di aver nascosto nella sua cantina blindata parte dei diamanti rubati nel febbraio 2013 all'aeroporto di Bruxelles è stato condannato oggi dal Tribunale di Ginevra a due anni di carcere con la condizionale.

È stato riconosciuto colpevole di riciclaggio e di ricettazione.

I giudici hanno rilevato che le gemme - del valore di circa 7 milioni di franchi - sono rimaste nascoste nella cantina dell'imputato a Ginevra per ben due mesi. L'uomo avrebbe tuttavia agito in questo modo per fare un favore e non a scopo di lucro.

Il suo amico avvocato, che disponeva delle chiavi della cantina blindata, è stato riconosciuto colpevole di tentato favoreggiamento ed è stato condannato a 180 aliquote giornaliere sospese.

Sono invece stati assolti dall'accusa di ricettazione i due gestori immobiliari - con cui il promotore era in affari - che gli avevano acquistato due gemme. Ignorando al momento dell'acquisto la provenienza delittuosa dei preziosi, entrambi si sono autodenunciati alla polizia non appena venuti a conoscenza dei sospetti che pesavano sul venditore e hanno restituito le gemme, ha rilevato la Corte.

Il promotore ha sempre sostenuto di aver accettato in consegna i diamanti per fare un favore ad un cittadino francese con il quale aveva stretto amicizia, sospettato dagli inquirenti di essere il cervello del furto. Il "colpo", uno dei più clamorosi degli ultimi anni, era avvenuto il 18 febbraio 2013 all'aeroporto di Bruxelles.

Otto uomini travestiti da poliziotti avevano assaltato un aereo della Helvetic Airways che si apprestava a decollare per Zurigo. Dal velivolo avevano prelevato confezioni di diamanti per un valore di circa 46 milioni di franchi. Nel maggio successivo, una vasta operazione di polizia si era conclusa con il fermo di una trentina di persone in Belgio, Francia e Svizzera.

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SDA-ATS