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GE: violenze contro passanti, condannati a 16 e 14 anni di carcere

Estrema violenza, condannati KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 febbraio 2020 - 17:58
(Keystone-ATS)

Il Tribunale criminale di Ginevra ha condannato due marocchini di 33 e 21 anni a rispettivamente 16 e 14 anni di carcere per tentato assassinio, rapine aggravate e furti.

Una volta scontata la pena, il più anziano sarà espulso a vita dalla Svizzera, l'altro lo sarà per 12 anni.

I giudici hanno ritenuto nei loro confronti reati estremamente gravi e una responsabilità solo lievemente scemata. I due hanno attaccato vittime isolate e ubriache, dunque vulnerabili, ha sottolineato la corte.

La violenza gratuita e inutile era inversamente proporzionale al bottino ricavato, che ammontava ad alcune centinaia di franchi e a qualche smartphone. Il Ministero pubblico aveva chiesto 18 anni di detenzione.

I fatti principali si sono svolti la notte tra il 10 e l'11 dicembre del 2017 nel quartiere ginevrino della Servette. I due hanno aggredito un passante spingendolo da dietro, lo hanno immobilizzato e minacciato con un coltello alla gola, prima di derubarlo. La vittima ha riportato con una ferita di 2,5 centimetri sul collo.

Poche ore dopo hanno attaccato un altro uomo, che si è difeso. Uno degli aggressori lo ha bloccato a terra tenendo le sue braccia dietro la schiena, mentre l'altro lo ha pugnalato dieci volte alla pancia e al torace, provocandogli sei ferite potenzialmente mortali. Lo hanno derubato e sono fuggiti, lasciando che si dissanguasse.

La vittima, un trentenne robusto, si è salvato solo grazie al suo istinto di sopravvivenza e alla fortuna di essere riuscito ad allertare dei pompieri nelle vicinanze, hanno ricordato i giudici. Tre giorni prima il duo aveva già aggredito con un coltello due persone, fratello e sorella.

Nel primo giorno di processo è emerso il difficile percorso di vita dei due marocchini, partiti da casa adolescenti e sopravvissuti grazie a espedienti, crimini e consumo di droga attraverso l'Europa. Entrambi hanno antecedenti giudiziari rilevanti: dieci condanne in Svizzera per il più anziano e condanne in Lussemburgo e Germania per l'altro.

La situazione personale dei due non spiega tuttavia la brutalità dimostrata, hanno rilevato i giudici. Fortemente ancorato nella delinquenza, il più anziano evidenzia un'inquietante escalation di violenza, ha sottolineato la corte. Il percorso caotico del più giovane si apparenta a turismo della delinquenza, ha aggiunto. A sua parziale discolpa, ha concluso, la giovane età al momento dei fatti.

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