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Gemelle scomparse: in lettera padre afferma di aver ucciso figlie

La polizia vodese ha confermato oggi in una conferenza stampa che il padre delle gemelline scomparse di St-Sulpice (VD) ha scritto in una lettera alla moglie di aver ucciso le due bambine. Egli afferma anche di trovarsi a Cerignola, in provincia di Foggia, dove intende togliersi la vita.

Nella lettera è scritto che "le bambine riposano in pace, non hanno sofferto", ha dichiarato il portavoce della polizia vodese Jean-Christophe Sauterel confermando indiscrezioni della stampa italiana. L'esistenza di questa lettera, timbrata a Bari il 3 febbraio, non è stata resa nota prima per rispettare l'intimità della famiglia e per ragioni legate all'inchiesta.

La famiglia è stata avvisata il giorno stesso della lettera di cui ha ottenuto una copia. Essa ha accettato di non parlarne in modo da non disturbare le operazioni di ricerca di Alessia e Livia. Nonostante le affermazioni del padre, "non abbiamo alcuna certezza che le bimbe siano vive o morte. Viene fatto tutto il possibile per trovarle", ha affermato Sauterel.

Le ricerche si concentrano sulla Corsica: i tre, scomparsi da St-Sulpice il 30 gennaio, sono stati visti due giorni più tardi a Propriano, ma l'uomo ha lasciato l'isola il giorno stesso da solo, prendendo un traghetto da Bastia a Tolone verso le 21:00.

Intanto una donna afferma di aver visto le gemelline in compagnia del padre e di una misteriosa signora bionda a passeggio per Propriano martedì primo febbraio verso le 9:30. La polizia ha assunto a verbale la testimonianza e ha raccolto la descrizione della donna bionda la cui presenza sarebbe stata citata in un'altra testimonianza.

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