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Germania: Bundestag, 8 maggio 1945 non fu autoliberazione

Il Bundestag tedesco ha commemorato oggi i 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, e milioni di vittime provocate dai tedeschi. "L'8 maggio non è stato un giorno di autoliberazione, ha affermato il presidente della Camera", Norbert Lammert.

Alla seduta erano presenti il presidente Joachim Gauck, e la cancelliera Angela Merkel. Lo storico Heinrich Christian Winkler ha rievocato le responsabilità della Germania, mettendo in guardia da antisemitismo e xenofobia. E ha aggiunto parole molto critiche nei confronti di Mosca. Con l'annessione della Crimea "il 2014 ha segnato una cesura molto profonda", ha detto.

Mettendo in discussione la carta di Parigi del 1990, concordata dagli allora avversari della guerra fredda, si è messo in discussione "l'ordine pacifico europeo".

"L'8 maggio è stato per tutto il continente il giorno della liberazione, ma non è stato, per i tedeschi, un giorno di autoliberazione", ha affermato Lammert. Non vanno dimenticati i tentativi coraggiosi falliti, di chi ha provato anche in Germania la via della resistenza, ha sottolineato, "ma la memoria e il rispetto vanno oggi soprattutto a coloro che con perdite inimmaginabili hanno messo fine al regime del terrore nazionalsocialista".

"Noi pensiamo oggi a milioni di vittime di una campagna di sterminio senza precedenti, contro altre nazioni, contro altri popoli, contro gli slavi e gli ebrei europei". E "senza precedenti storicamente", ha concluso Lammert, è stata anche la disponibilità dei Paesi vicini a riconciliarsi con la Germania.

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