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Era ancora un ragazzo quando, a 17 anni, ha ucciso a botte un uomo solo perché diverso da lui e dai suoi amici neonazisti. Oggi, a 31 anni, 14 anni dopo quell'omicidio, Johannes Kneifel è un altro uomo: il pastore protestante di Wilkau-Hasslau, una piccola comunità della Sassonia, in Germania. È il tabloid "Bild" a raccontare la storia di Kneifel, che dopo aver trascorso cinque anni tra riformatorio e carcere, ha trovato nella bibbia la strada che lo ha allontanato dall'estremismo di destra.

Nel 1999 Kneifel era un giovane con la testa rasata, gli anfibi e il bomber come ce ne sono ancora troppi, specialmente nell'est del paese. Un giorno, con un amico, ha deciso di dare una lezione a un antifascista locale, allo strano del villaggio che tutti chiamavano semplicemente l'hippie. Sono entrati nella sua casa e l'hanno ammazzato di botte.

Per quell'omicidio è stato arrestato, giudicato colpevole e condannato. Proprio in prigione, mentre scontava i cinque anni di detenzione, Kneifel ha iniziato a frequentare regolarmente la messa. Finché nel 2003 racconta di aver sentito la voce di Dio. "Johannes - avrebbe detto - tu devi decidere se vuoi che io entri nella tua vita", riporta il "Bild".

Una volta uscito di prigione, nel 2004, l'ex neonazi si è iscritto alla facoltà di teologia e ha iniziato il percorso che l'ha portato oggi a predicare davanti a una trentina di fedeli in Sassonia. "Voglio portare il perdono tra la gente. Chiunque, non fa niente cos'abbia fatto, può iniziare una nuova vita. Anche Mosè ha ucciso prima di guidare il popolo di Israele attraverso l'Egitto", ha spiegato il giovane al tabloid.

I fedeli sembrano aver accettato bene il nuovo religioso. Che per conto suo non racconta tanto volentieri il suo passato. "Sono stato incaricato di fare il pastore, non di parlare sempre del mio passato", ha detto.

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SDA-ATS