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Alla fine la Grosse Koalition si farà. Dopo quasi un mese di preliminari, cristiano-democratici e socialdemocratici si sono dati la mano oggi con l'intento di dare vita a un governo di larghe intese in Germania, che sarebbe il terzo nella storia della Bundesrepublik e il secondo guidato dalla cancelliera Angela Merkel. Al terzo colloquio esplorativo, che Merkel ha definito "corretto e intenso", Cdu-Csu e Spd hanno rimosso tutti gli ostacoli e si sono accordate su una grande coalizione che, secondo quanto annunciato in serata dalla cancelliera, avrà come priorità l'occupazione.

Se tutto fila liscio, mercoledì ci sarà la prima riunione per le trattative di governo. Domenica, un "piccolo congresso" della Spd, circoscritto a 200 delegati, dovrà benedire la decisione presa oggi dai vertici del partito: se la base la boccerà, va tutto all'aria, ma l'ipotesi pare molto improbabile.

Clima euforico da entrambe le parti: a quasi un mese dalle elezioni, lo stillicidio di incontri esplorativi, tre con la Spd e due con i Verdi, c'era l'impressione che Merkel fosse in alto mare con la scelta del partner, e il governo una "fata morgana".

"Per Natale abbiamo un nuovo governo", ha annunciato trionfante il ministro dei trasporti Peter Ramsauer (Csu). La foto che ha suggellato l'intesa ritrae una donna Spd circondata da uomini Cdu-Csu: il segnale che la pace era fatta. Hannelore Kraft, potente governatrice del Nord-Reno-Vestfalia, fra i più restii nella Spd a un matrimonio con la Cdu-Csu, si era azzuffata a un precedente incontro col segretario generale della Csu, Alexander Dobrtindt, sulla politica per la famiglia. Si era talmente arrabbiata che era andata anche a lamentarsi dalla Merkel e a cercare il suo arbitrato.

Oggi tutto ciò era sparito: la signora "rossa" stava al centro delle attenzioni dei colleghi cristiano-democratici e non sembrava dispiaciuta: una scena subito immortalata da Ramsauer. Altro segnale del clima, le parole gioviali del leader Csu e governatore della Baviera, Horst Seehofer, solito invece a commenti sarcastici: "Sono sicuro che alla fine arriveremo a un esito positivo", ha detto impugnando fra i primi il microfono. L'intesa ha una "sostanza sostenibile", anche la Kraft ha sorriso, ha commentato sornione.

Dalla settimana prossima dunque si negozia sul serio, ma le insidie sono tante. Alla fine l'accordo di governo dovrà essere "benedetto" dalla base Spd in un congresso regolare a metà novembre a Lipsia. Anche qui vale il principio "niente ok, niente governo". Molti inciampi comunque sono stati già rimossi oggi, incluso quello del salario minimo a 8,5 euro, posto come condizione dalla Spd e indigesto per l'Unione. I principali istituti economici si sono peraltro detti contrari dicendo che sarebbe un freno per la crescita e l'occupazione.

"Pensiamo che possiamo arrivare assieme a una base comune", ha detto il leader Spd, Sigmar Gabriel annunciando l'intesa raggiunta all'unanimità dalla Spd per negoziati con l'Unione. Avendo però bisogno dell'ok della base, Gabriel è stato prudente: "Colloqui esplorativi non sono trattative di governo". Non abbiamo concreti risultati negoziali, "ma crediamo di poter trovare una base comune con la Cdu-Csu per portare a buon fine coalizioni di governo". Ciò vale anche per il salario minimo: l'Unione sa che "è un compito centrale senza il quale una coalizione per la Spd non avrebbe senso". Anche il tema immigrazione è stato affrontato e anche su questo è possibile "una soluzione ragionevole". Ottimista anche il segretario generale Cdu, Hermann Groehe, che s'è detto "fiducioso di arrivare a un risultato ragionevole sul salario minimo". Per Dornbindt, temi centrali del governo saranno crescita, stabilità finanziaria e occupazione: riteniamo "possibile trovare per questi mega-temi soluzioni comuni nell'accordo di governo", ha detto.

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SDA-ATS