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La procura di Amburgo, in Germania, ha aperto un'indagine nei confronti di Gregor Gysi, capogruppo al Bundestag del partito della sinistra radicale Die Linke, su cui peserebbero indizi di presunti contatti con la Stasi, polizia politica e servizi segreti dell'ex Repubblica democratica tedesca (DDR).

Lo scrive oggi il domenicale Welt am Sonntag, secondo cui l'indagine è stata aperta perché Gysi, che si dichiara innocente, avrebbe reso false dichiarazioni giurate in proposito.

Gysi - contro il quale negli ultimi vent'anni erano state già sollevate questioni simili, da cui era sempre emersa la sua innocenza - ha professato di nuovo la sua completa estraneità alle accuse.

"È già accaduto una volta. E certamente l'indagine sarà archiviata, come lo è stata allora", ha scritto su Facebook il politico, una delle otto facce su cui la Linke punta nella campagna elettorale per le elezioni federali del prossimo 22 settembre.

"Gregor Gysi non ha reso dichiarazioni false", ha dichiarato anche il portavoce del gruppo parlamentare della sinistra radicale, Hendrik Thalheim. Ma un procuratore deve comunque aprire le indagini quando c'è una denuncia, ha aggiunto.

La commissione per le immunità, che si occupa di verificare se ci siano elementi persecutori nelle inchieste delle procure sui parlamentari, alla fine di gennaio non ha sollevato obiezioni. Indagini simili si moltiplicano durante un periodo elettorale, ha però ammesso il presidente della commissione, il cristianodemocratico Thomas Strobl.

Nella sua attività di avvocato nella DDR, Gysi era diventato noto come difensore dei dissidenti, tra cui Rudolf Bahro e Robert Havemann.

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SDA-ATS