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ZURIGO - In seguito all'apertura in Germania di inchieste per evasione fiscale da parte di clienti germanici del Credit Suisse, la seconda banca elvetica ha deciso di limitare fortemente gli spostamenti dei suoi consulenti nel paese confinante.
La notizia, pubblicata dai domenicali "Sonntag" e "SonntagsZeitung", è stata confermata all'ATS dall'istituto bancario, secondo cui tale provvedimento s'inserisce in una prassi già vigente che sottopone ad autorizzazione le visite a clienti all'estero da parte di impiegati del CS.
Con l'apertura delle indagini in Germania, i viaggi verso questo Paese sono sottoposti a forti restrizioni ha dichiarato un portavoce della banca. Venerdì scorso, la procura di Düsseldorf ha comunicato che clienti e impiegati del Credit Suisse erano nel mirino degli inquirenti circa un caso di evasione fiscale venuto alla luce in gennaio. Le indagini riguardano circa 1100 clienti dell'istituto di credito.
Le autorità fiscali germaniche hanno condotto le prime perquisizioni poche settimane dopo aver acquistato un CD contenente dati bancari rubati in Svizzera appartenenti a cittadini tedeschi. Il Credit Suisse ha dichiarato di non aver avuto alcun contatto con le autorità germaniche incaricate dell'inchiesta.

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SDA-ATS