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L'economia tedesca rallenta. Certo la Germania ha le spalle forti. Ma nella crisi dell'euro, appesantita anche dall'alto debito statunitense, la locomotiva tedesca frena la sua corsa. L'intervento, stamani, del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeble in Parlamento - in occasione del dibattito sulla finanziaria 2013 e sul piano di bilancio fino al 2016 - ha il carattere di un discorso sullo stato dell'Unione in chiave tedesca.

"La Germania è diventata molto più resistente agli choc", anche a quelli imprevisti, ha assicurato Schaeuble dal pulpito del Bundestag, mentre il ministro dell'Economia, Philipp Roesler, spiegava nel rapporto mensile di settembre che lo spettro della recessione non riguarda la Germania. "Nonostante una situazione economica mondiale difficile e tendenze recessive nell'eurozona". E nonostante l'Ocse, pochi giorni fa, avesse previsto per la Germania una lieve recessione nel secondo semestre 2012.

"Lo straordinario sviluppo economico degli ultimi due anni va rallentando", ha ammesso Schaeuble, ma le previsioni sulla crescita del Paese (+0,7% per quest'anno e +1,6% nel 2013) non dovranno essere riviste. Per l'anno prossimo Berlino fa i conti, oggi, con un nuovo indebitamento ridotto a 18,8 miliardi dai 32,1 del 2012. Il pareggio di bilancio sarà raggiunto entro il 2016, è convinto Schaeuble, per la prima volta da oltre quarant'anni.

Mentre verrà rispettato già nel 2013, tre anni prima del previsto, il 'freno al debitò inserito nella Costituzione (massimo 0,35% del pil di nuovo indebitamento strutturale netto), grazie anche a riduzioni di spesa per circa 12 miliardi di euro rispetto al 2012. Tutto questo con il livello di disoccupazione più basso e la percentuale di occupati più alta dalla riunificazione tedesca del 1990. Prospettive idilliache per l'eurozona in crisi.

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SDA-ATS