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Si fa tortuoso, in Germania, il processo per la messa al bando del partito di estrema destra Npd, avviato dal Bundesrat, la camera dei Laender, senza l'appoggio del governo della cancelliera Angela Merkel, né del parlamento.

La corte costituzionale federale, che si sta occupando del caso, ha chiesto oggi con un decreto ai Laender elementi aggiuntivi in grado di dimostrare che non siano stati usati informatori come fonti per la raccolta di prove.

In particolare il Bundesrat deve chiarire quanti degli informatori pagati dallo Stato siano stati 'disattivati' e come sia stato fatto. I giudici della corte hanno anche chiesto maggiori garanzie sul fatto che nella strategia accusatoria non siano stati usati elementi raccolti dai servizi segreti.

Il primo tentativo di mettere al bando per vie legali l'Npd era fallito, nel 2003, proprio perché i servizi interni avevano informatori fin nei vertici del partito, e i giudici costituzionali non avevano potuto distinguere con sufficiente chiarezza le fonti processuali. Dieci anni dopo, nel dicembre del 2013, dopo una lunga discussione politica, il Bundesrat ha avviato un nuovo procedimento, ancora in corso.

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SDA-ATS