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Se un sindaco si dimette, in Germania, sentendosi lasciato solo di fronte alla pressione dei neonazisti, il caso non passa certo inosservato. E così il passo indietro di Marcus Nierth, primo cittadino di Tröglitz (piccolo centro della Sassonia-Anhalt), dovuto al timore di un raduno annunciato davanti a casa sua - gli estremisti dell'NPD volevano attaccare la decisione del Comune di accogliere una cinquantina di richiedenti asilo - sta scatenando grande indignazione.

Sul caso è intervenuto anche il comitato internazionale di Auschwitz, chiedendo di bandire il partito dei radicali di destra definitivamente dalla politica del Paese. La cittadinanza ha fra l'altro deciso in un'assemblea pubblica di dare comunque ospitalità ai profughi, a partire da maggio.

Parlando delle dimissioni, è stato il ministro della Giustizia, Heiko Maas (Spd), a stigmatizzare l'episodio con le parole più forti: "è una tragedia per la nostra democrazia - ha detto - quando un sindaco eletto deve ritirarsi per l'ostilità di neonazisti".

"Campagne denigratorie contro i rifugiati, campagne denigratorie contro un sindaco eletto: questo non va", ha sottolineato. Costernazione condivisa dalla segretaria generale dei socialdemocratici Yasmin Fahimi, che ha affermato di comprendere la "disperazione di Nierth di fronte alla passività delle istituzioni che hanno chiaramente fatto troppo poco contro la destra estrema, sul posto".

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SDA-ATS