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Lo speleologo tedesco vittima l'8 giugno scorso di un incidente nella grotta Riesending-Schachthoehle, nell'Alta Baviera, è ora a quota -490 metri, ancora mezzo chilometro sotto terra dopo che per tutta la notte è proseguita la movimentazione della barella. Lo riferisce il soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano (Cai), che partecipa all'operazione.

Dopo essere partita dal campo 3 alla profondità di -720 m, la barella ha superato un primo pozzo verticale di 70 metri e alle 2 di questa notte è stata fatta una sosta per stabilizzare il ferito e permettere ai sanitari di effettuare i monitoraggi di routine.

Continua intanto l'avvicendamento delle squadre di tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e dei tecnici tedeschi austriaci e svizzeri, mentre le squadre croate sono pronte all'imbocco della grotta ad intervenire in caso di emergenza.

Alle 6.30 la barella aveva superato altre verticali e meandri ed è arrivata al campo 2 alla profondità di -490 metri dove si è fermata per un paio di ore per far riposare il ferito e far controllare dal team medico le condizioni sanitarie.

SDA-ATS