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Con la crisi ucraina in pieno corso e gli jihadisti dello Stato islamico (Isis) che imperversano in Siria e Iraq, domani a Monaco di Baviera, in Germania, si apre la cinquantunesima conferenza internazionale sulla sicurezza, cui prenderanno parte decine di capi di Stato e di governo, ministri degli Esteri e della Difesa.

Fino a domenica circa 80 leader mondiali, tra cui il vicepresidente e il segretario di Stato Usa, Joe Biden e John Kerry, il presidente ucraino Petro Poroshenko e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, e per la Svizzera il ministri degli Esteri Didier Burkhalter, discuteranno le principali questioni legate alla sicurezza mondiale. In una situazione internazionale estremamente tesa, al centro della discussione, a porte chiuse, ci sarà certamente il controverso invio di armi dagli Usa a Kiev. Ma a Monaco, ha ricordato il direttore della conferenza, Wolfgang Ischinger, l'Iran e i Paesi del 5+1 proseguiranno il dialogo sul programma nucleare di Teheran.

Alla conferenza, cui la cancelliera tedesca Angela Merkel interverrà sabato, prenderà per la prima volta parte il neosegretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Per l'Europa interverrà l'Alta incaricata per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini. A proposito della crisi ucraina, Merkel e il presidente francese François Hollande sono volati già oggi a Kiev per tentare "una nuova proposta di risoluzione", ha spiegato Hollande. Con Vladimir Putin, domani, a Mosca, i due leader Ue discuteranno "cosa possono fare concretamente i tre Paesi per contribuire ad una rapida fine della guerra civile", ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

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SDA-ATS